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martedì 6 maggio 2014

L'ipnotista di Lasse Hallström

Delusa da questo film.
La sceneggiatura e le ambientazioni svedesi aiutano molto ma la trama è svelata dopo pochi minuti, gli attori sono sciapi (a eccezione della madre del bambino rapito). Abbastanza lungo e a tratti noioso.

Trama
L'ispettore Joona Linna è impegnato in un caso che vede sterminata una famiglia di Stoccolma, dove l'unico testimone e superstite per miracolo è l'adolescente Josef. Data l'impossibilità di interrogarlo per via delle sue condizioni critiche, per cercare di risolvere il caso l'ispettore si rivolge a Erik Bark, un uomo capace di entrare nella psiche delle persone e scavare nei ricordi tramite ipnosi. Ciò metterà in serio pericolo anche la famiglia e la vita dello stesso ipnotista. Joona Linna è un poliziotto che, dotato di notevoli capacita investigative, non riesce però a coniugare la sua professione con una vita “normale”: è lui che risponde sempre agli appelli della centrale di polizia anche durante le festività, denotando, come osserva un suo collega, la estrema semplicità della sua vita privata caratterizzata dalla totale solitudine. Erik Maria Bark, l' ipnotista, invece, è all'opposto: una carriera medica messa in crisi dalle accuse di pedofilia rivolte ad un paziente durante una sperimentazione “ipnotica” e che non è riuscito a dimostrare, una bella moglie, pittrice di professione, ossessionata dall'aver scoperto di essere stata tradita dal marito, un figlio emofiliaco disturbato dai continui litigi dei genitori, ebbene tutto questo hanno portato Erik ad una sorta di terapia dell'isolamento che esercita attraverso assunzione di psicofarmaci.




sabato 3 agosto 2013

Apri gli occhi di Alejandro Amenábar

 Presentato al Festival del cinema di Venezia, il film fu campione di incassi a Madrid.






Vanilla Sky di Cameron Crowe è il remake hollywoodiano di questo film, e Penélope Cruz vi interpreta lo stesso ruolo.


Quale versione preferite? Io di gran lunga "Amenabar"!!


             vs


 

 

 

 




Anche se il cielo di Vanilla Sky è ... <3 <3

 







lunedì 29 luglio 2013

eXistenZ di David Cronenberg


"Il libero arbitrio non si puo' dire che sia un fattore rilevante in questo nostro piccolo mondo... come nella vita reale, giusto quel tanto per renderla interessante"

Decisa  a vedere l'intera filmografia del grande regista Cronenberg, oggi vi parlo di un film del 1999, con protagonisti Jude Law e Jennifer J. Leigh.

Trama (Wikipedia)

Una grande società informatica, Antenna, lancia sul mercato un nuovo videogioco supertecnologico: eXistenZ. Il giorno della presentazione ufficiale un gruppo di persone viene scelto per testarlo, immergendosi nella realtà virtuale che il gioco ricrea in modo perfetto, ma un gruppo di resistenza armata, contrario alla vita di finzione che il gioco offre, infiltra un sicario con il compito di uccidere Allegra Geller, l'ideatrice del gioco. L'attentato fallisce, ma il pericolo rimane.
L'incolumità della donna viene affidata al giovane Ted Pikul, neo assunto al reparto marketing dell'Antenna, il quale dovrà aiutarla a sfuggire agli attentati e a ripristinare il gioco che è stato danneggiato durante l'attentato: e l'unico modo per saggiare l'integrità del gioco è... parteciparvi.
Nel concreto, ciò avviene collegando fisicamente il giocatore alla console di gioco (appunto detta "game pod metacarnale"), tramite una "bio-porta", ossia un'apertura praticata artificialmente alla base della spina dorsale, che consente la connessione col sistema nervoso.
Poiché Ted ne è sprovvisto, i due si recano da Gas, gestore di una stazione di servizio di campagna e grande fan della Geller e delle sue creazioni. L'uomo provvede a installare a Ted una Bio-porta, ma, al momento della connessione, essa si rivela difettosa e danneggia l'apparato di connessione del gioco; Gas confessa di esserne responsabile e tenta di uccidere Allegra per incassare l'ingente taglia messa sulla sua testa. Nonostante la parziale paralisi, dovuta all'operazione, Ted riesce a uccidere l'uomo con un installatore di bio-porte e fugge insieme alla donna.
In cerca di aiuto, Allegra porta Ted da Kiri Vinokur, amico di vecchia data e abile tecnico di game pod, che li ospita, provvede a riparare il pod di eXistenZ e sostituisce la bio-porta di Ted. A questo punto, i due si connettono al sistema come amici e iniziano a giocare nei panni di avatar pressoché identici a loro. Il primo scenario è un emporio di articoli di tecnologia ludica: qui Ted trova un modello di pod in miniatura, che entrambi ricevono dal proprietario, dopo il corretto scambio di battute richiesto dal gioco; i mini pod, inseriti direttamente nelle bio-porte, accendono nei due giocatori una sfrenata e reciproca passione, che culmina col termine e il cambio di scenario.
La scena si sposta in un vivaio di pesci mutanti, che fungono da materia prima per fabbricare game pod: Ted è addetto al sezionamento dei pesci e un collega, Yevgeny Nourish, gli consiglia di pranzare in un noto ristorante cinese e di chiedere il "piatto speciale". Trovata Allegra, qui nei panni di costruttrice di pod, i due si recano al ristorante e insistono col cameriere per avere lo "speciale": tuttavia, Ted inizia a sentirsi troppo scollegato dalla realtà e mette il gioco in pausa, ritrovandosi con la donna nella stanza del rifugio di Vinokur, proprio da dove erano entrati in gioco, ma con un senso di estraneità e di irrealtà simili al sogno; rassicurato da Allegra, Ted accetta di riprendere il gioco. Di nuovo al ristorante, il cameriere serve lo "speciale", una zuppa di rettili e anfibi mutanti. Nonostante il naturale ribrezzo, Ted viene colto da un appetito irrefrenabile (un impulso del suo personaggio) e divora buona parte del piatto; senza rendersene conto, il giovane assembla le ossa e gli scarti fino a costruire e armare una pistola identica a quella usata dal sicario nel primo attentato ai danni della Geller e, colto da un altro impulso, uccide il cameriere.
A questo punto si fa avanti il collega della fabbrica, qui nelle vesti di cuoco: ha organizzato lui quanto è appena successo e rivela ai due di appartenere ad una cellula di resistenza alla Cortical Systematics, società informatica che possiede sia la fabbrica di pod che il vivaio di mutanti: questi ultimi vengono usati dal gruppo di resistenza come componenti organiche di armi, in questo modo non rilevabili dai sistemi di sorveglianza comuni (la stessa cosa era successa durante il primo attentato alla Geller).
La trama va avanti con un buon numero di colpi di scena, ma il punto centrale è l'analogia tra realtà e gioco che, sempre meno, si riescono a distinguere.















domenica 28 luglio 2013

Racconti del terrore di Edgar Allan Poe


Il libro che sto leggendo sotto l'ombrellone è una raccolta di racconti (1845) dello scrittore del genere "horror" Edgar A. Poe. Non è per nulla il mio genere, ma non potevo più non conoscere questo libro.

Ho letto, per ora, "Il gatto nero", "Il cuore rivelatore" e "Il pozzo e il pendolo". Tra questi il primo mi ha sconvolto perchè è stato il primo racconto letto, poi, facendoci l'abitudine, ho trovato usuale il secondo nominato mentre l'ultimo racconto è quello che mi ha trasmesso angoscia e caustrofobia. Sono racconti raccapriccianti!

Trama (spoiler) de "Il gatto nero"

Il narratore, condannato a morte, decide di raccontare la sua storia, dichiarando subito che non verrà creduto da nessuno ma che deve togliersi il peso che si porta sulla coscienza.
Racconta di essere stato un uomo per bene, di aver avuto una grande passione per gli animali. L'uomo riferisce che sua moglie non perdeva occasione di procurarsene molti: avevano uccelli, pesci rossi, un bellissimo cane, conigli, una scimmietta e un gatto. Quest'ultimo, di nome Plutone, era un animale forte e bello, completamente nero ed era il preferito del narratore. La loro amicizia durò molti anni, nonostante il peggioramento del carattere del padrone che cominciava a picchiare sua moglie e a maltrattare gli animali, mantenendo però un certo riguardo per il gatto. Una sera, dopo essere tornato a casa ubriaco fradicio, l'uomo notò che il gatto evitava la sua presenza, così lo afferrò e la bestia impaurita lo morse lievemente: subito un demone si impadronì di lui. Estrasse la lama di un temperino nel taschino del panciotto e cavò un occhio alla bestia. Nei giorni successivi, il gatto lentamente guarì e fuggiva ogni volta che il padrone si avvicinava. Inizialmente quest'ultimo fu afflitto da quel rifiuto da parte di Plutone, ma presto subentrò l'irritazione e la perversità, che lo spinse a continuare l'offesa che gli aveva inflitto. Una mattina lo impiccò a un ramo, con gli occhi colmi di lacrime; quella notte si svegliò mentre tutta la casa era in fiamme, riuscì a stento a sfuggire all'incendio con la moglie e un domestico. Si abbandonò alla disperazione. Tutta l'abitazione era crollata, a parte un muro divisorio poco spesso dove poggiava la testata del suo letto. Una folla si accalcò attorno a quel resto, incuriosito si avvicinò e notò la figura di un gigantesco gatto con una corda al collo in bassorilievo. Per mesi e mesi non riuscì a liberarsi del fantasma del felino, giunse persino a cercare un altro animale della stessa razza per sostituirlo. Anche il secondo gatto attirò in breve l'odio del padrone (soprattutto quando quest' ultimo si accorse che all' animale mancava un occhio), il quale, nella discesa in un abisso di follia, tentò di uccidere l'animale, venendo però fermato dalla moglie. L' uomo, furioso, la uccise. Volendo nascondere l'omicidio, l'uomo murò il cadavere della consorte in cantina. Dopo qualche giorno, dei poliziotti perquisirono la casa della donna scomparsa; il marito, nonostante non trovasse più il gatto, si sentiva piuttosto tranquillo, tanto da permettere loro di perquisire la casa e persino la cantina. Arrivati qui i poliziotti la ispezionarono, ma non trovarono nulla. Nel momento in cui gli agenti stavano per andarsene, il protagonista, sollevato, disse loro che quella dove lui viveva era "proprio una casa ben costruita". Dicendo ciò, diede dei colpi con un bastone sul muro dove aveva nascosto la sua sposa. Subito si sentì un lamento proveniente dal muro. I poliziotti allora abbatterono la parete e scoprirono la verità. A emettere il gemito era stato il gatto, che il protagonista aveva murato vivo. Di qui ne conseguirà l' arresto dell'uomo per il ritrovamento del cadavere.

Trama (spoiler) De "Il pozzo e il pendolo"

La storia narra delle torture subite da un prigioniero dell'Inquisizione spagnola. Il narratore della storia è ritenuto responsabile di crimini non specificati e rinchiuso in una cella completamente buia. Nel tentativo di determinare le dimensioni della stanza e data la profonda quanto opprimente oscurità della stessa inciampa e cade riconoscendo di essere scampato ad una fine terribile, ovvero la caduta all'interno di un pozzo, collocato al centro della cella, dalla capacità sconosciuta. Perde nuovamente conoscenza risvegliandosi legato in posizione supina, completamente immobilizzato dai piedi sino alla testa. Dopo molto tempo si rende conto che una grande lama tagliente a forma di pendolo è sospesa sopra di lui: il suo movimento sempre più rapido e inesorabile è tale da fargli presagire che presto sarà prossima a squarciargli il petto. Anche questa volta riesce a liberarsi, intingendo i legami che lo bloccano con della carne; dei topi affamati rosicchiano le corde che si spezzano un attimo prima che il pendolo gli trapassi il cuore. Ma i muri della prigione divengono incandescenti e cominciano a muoversi e a diventare a forma di rombo al fine di portarlo presso il pozzo situato al centro della struttura. Tuttavia la storia finisce con la salvezza del protagonista da parte dei francesi; il generale Lasalle, infatti, riesce a prendere il prigioniero un attimo prima che quest'ultimo cada nel pozzo.

Trama de "Il cuore rivelatore"

Il racconto è la confessione dell'omicidio di un vecchio avvocato. L'anonimo protagonista puntualizza immediatamente di essere sano di mente anche se un po' nervoso; durante tutto il racconto vorrà dimostrare la sua lucidità nel premeditare e compiere il crimine. Amava il vecchio ma non sopportava il suo occhio chiaro da avvoltoio, quell'occhio sempre incombente, vitreo, lo innervosiva, lo faceva letteralmente diventare matto. Per sette notti a mezzanotte era entrato cautamente nella camera del vecchio, ma questi dormiva e quindi non si vedeva il suo occhio malvagio, non era quindi riuscito ad ucciderlo. Tuttavia, l'ottava notte il vecchio si svegliò. Per un'ora intera l'assassino non si mosse, poteva sentire l'affanno e la tensione del vecchio che si trasformavano in paura mentre il suo battito aumentava. Un raggio di luce illuminò quell'occhio malvagio, il battito sempre più forte e ossessivo e la paura di essere scoperto lo portò a uccidere il vecchio rovesciandogli il letto addosso. Si rallegrava poiché quell'occhio non lo avrebbe più turbato. Per occultare il cadavere lo smembrò e lo nascose sotto le tavole del pavimento. Aveva finito tutto alle quattro e mezza del mattino. A quell'ora però erano arrivati tre poliziotti che erano stati chiamati da qualcuno che aveva sentito un grido. Ma l'assassino, sicuro di non poter essere scoperto, raccontò che aveva gridato lui in sogno e che il vecchio era in viaggio. I poliziotti convinti dalle sue parole stavano chiacchierando fra di loro. Egli cominciò a sentire un battito sempre più distinto. I poliziotti sembravano indifferenti a quel rumore, tanto che quell'indifferenza gli parve un atteggiamento ingannatore e beffardo. In preda alle allucinazioni e alla paura di essere scoperto svelò loro il crimine e la posizione del cadavere.
Edgar Allan Poe



giovedì 25 luglio 2013

La doppia ora di Giuseppe Capotondi

Trama (Wikipedia)

Il film racconta il rapporto tra Sonia, una donna che viene da Lubiana e fa la cameriera in un albergo, e Guido, un ex-poliziotto che lavora come custode in una villa. I due si conoscono durante uno speed date. Quando i due stanno per innamorarsi, vengono entrambi coinvolti in una rapina che si concluderà con l'apparente morte di Guido. Sonia trascorre i giorni seguenti avendo sporadici ed inquietanti segni della presenza di Guido che lei pensava morto. Si scopre inoltre che la rapina era stata organizzata dal ragazzo di Sonia, con la complicità di Sonia stessa. Seguono episodi drammatici quali la morte di Margherita (amica di Sonia) ed il tentativo di omicidio di Sonia da parte di un cliente dell'albergo nel quale lei lavora. Ben presto la verità viene a galla: durante la rapina il proiettile che aveva oltrepassato il corpo di Guido, senza causargli gravi lesioni, aveva successivamente colpito la testa di Sonia mandandola in coma. Le voci e le visioni che lei sentiva durante il coma, erano in realtà reali manifestazioni della presenza di Guido al capezzale del suo letto. Dopo essersi rimessa Sonia torna alla sua abitazione e instaura un forte rapporto con Guido, il quale nel frattempo cerca lavoro dopo essere stato licenziato dalla mansione di custode. Tuttavia il coinvolgimento di Sonia nella rapina e la sua intenzione di scappare a Buenos Aires con il fidanzato-rapinatore sono reali. Guido inizialmente incapace di arrendersi all'evidenza dei fatti, ottiene le prove che cerca ed ha l'occasione di incastrare Sonia ed il suo compagno, tuttavia rinuncia, lasciando che Sonia se ne vada per la sua strada.